Lo Schermo e le Emozioni

I diritti non sono merce di scambio. I diritti riguardano sempre la collettività. I diritti garantiscono i più deboli dallo sfruttamento. I diritti stabiliscono delle misure e degli equilibri all’interno della società. I diritti fanno vivere meglio. Anche se i diritti sono una conquista relativamente recente nella storia dell’umanità, si può affermare che per difendere i diritti umani o quelli sociali si è combattuto in ogni tempo e in ogni luogo. Anche mettendo a repentaglio la vita di un singolo o di una comunità.

Diritti, non favori è il titolo che è stato scelto per la rassegna Lo Schermo e le Emozioni – Mattinate di cinema per le scuole di quest’anno. In una fase storica di complessivo rallentamento, se non di arretramento, del progresso civile e sociale delle relazioni umane contemporanee, nella quale diritti acquisiti o dati per scontato vengono ripetutamente messi in discussione ed in alcuni casi aboliti – si pensi al diritto all’istruzione pubblica, al diritto allo sciopero o ai diritti civili per le minoranze etniche o religiose – sembra fondamentale ritornare a raccontare esperienze di lotta per i diritti, come una spinta ideale che proviene dal basso, dai bisogni delle masse e dal senso di giustizia sociale e che spinge uomini e donne a mettere in discussione l’ordine delle cose per dare alle cose stesse un nuovo senso. Un senso migliore. Un senso che abbia alla base i diritti dei singoli e delle comunità, degli uomini e delle donne, dei bambini e degli adulti.

La rassegna di quest’anno si propone di proiettare film della stagione in corso e di quella precedente, confrontandosi con questa complessa tematica e cercando di farla dialogare con le problematiche sociali e culturali della nostra contemporaneità. Innanzitutto, il diritto di sognare per i bambini in film come Neverland o Un giorno nella vita, nei quali sono i più piccoli ad indicare la strada agli adulti attraverso una immaginazione più libera e vivace, che scavalca pregiudizi e ipocrisie, ma anche nella lotta antifascista di Porco Rosso di Miyazaki. Il racconto dei diritti violati torna con violenza in film come Vento di primavera, per ricordare la tragedia della Shoà e la vergogna dei governi collaborazionisti europei, in We want sex, nel quale si descrive la lotta delle operaie inglese della Ford nel 1968 per avere parità retributiva rispetto agli uomini, o ancora nelle storia di Passannante, vittima meridionale dell’ingiustizia sabauda subito dopo l’Unità d’Italia.

I diritti per i quali si è combattuto nel passato fanno da specchio a quelli per i quali ancora oggi la lotta è in corso. I diritti della gente del Sud Italia ad una convivenza civile affrancata dalla prepotenza camorrista in Tatanka, il diritto della popolazione irachena alla fine dell’occupazione militare straniera e del terrorismo che fa da sfondo a L’altra verità di Ken Loach, il diritto dei musulmani a non essere discriminati nelle società occidentali a dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle di New York in un film come Il mio nome è Khan. La rassegna intende, dunque, illustrare un panorama storico nel quale tutti possano sentirsi protagonisti, perché l’affermazione dei diritti – personali, umani, sociali, economici, politici – garantisce tutti.